il territorio. Tema di novarArchitettura 2.0.15

architétto s. m. [dal lat. architectus, gr. ρχιτκτων, comp. di ρχι– (v. archi-) e τκτων «costruttore»].

1. (f. -a) Chi predispone i progetti per la costruzione di edifici e di opere d’architettura in genere, e ne dirige e amministra l’esecuzione; rientrano nell’attività professionale dell’architetto il rilevamento e il restauro degli edifici esistenti, la stima del loro valore, il collaudo delle opere edilizie, le decorazioni e l’arredamento degli interni, e l’urbanistica. A. cinematografico, a. teatrale, il direttore dell’allestimento scenico, ovvero l’esecutore dei bozzetti dello scenografo, col quale a volte s’identifica.

– 2. a. estens. Con l’iniziale maiuscola, l’eterno A., il divino A., il grande A. dell’universo, Dio (spec. nella terminologia massonica). b. fig. Ideatore: chi è stato l’a. di questa bella impresa?; di questo tradimento infame Erano stati Gano e i Maganzesi Gli empi a. (N. Forteguerri).

ARCHITETTO?
IL RUOLO DELL’ARCHITETTO TRA PROCESSO CREATIVO, PROGETTO, TECNOLOGIA (…E REALTA’)

Tema delle TERZA edizione.

L’Ordine degli Architetti PPC di Novara e VCO promuove una serie di iniziative ed eventi culturali dedicati all’ architettura che, da febbraio 2017, culmineranno nella terza edizione di NA2017.

Per la TERZA edizione di novarArchitettura si vuole tornare ad indagare il ruolo dell’architetto:

NA è nata come evento costruito intorno alla figura dell’architetto, con lo scopo di valorizzarne la professione, spiegarne la molteplicità dei campi in cui opera e le competenze richieste, attraverso una serie di iniziative incentrate su architettura e progetto degli iscritti all’ Ordine.

La TERZA edizione della manifestazione, dopo RIUSO e PAESAGGIO (temi attuali), in un periodo in cui esercitare la professione non è sempre facile, chiusi nella maglia stretta di una normativa complessa, in una Nazione in cui il “lavoro” dell’architetto non è valorizzato, propone una riflessione sulla figura dell’architetto, del processo creativo e del progetto, tema quanto mai attuale esplicitato attraverso un quesito volutamente provocatorio.

Uno dei motori che animerà, ancora una volta, la manifestazione sarà una mostra di progetti; se l’architetto ha ancora un ruolo fondamentale nella società, questo emergerà dagli eterogenei progetti presentati dagli iscritti (piazze, edifici, spazi pubblici, grafica, comunicazione, design) che saranno il frutto di concorsi di idee, di progettazione e affidamenti di incarico pubblici e|o privati già passati al vaglio di una giuria.
Per indagarne in modo più approfondito il ruolo le conferenze avranno come filo conduttore le esperienze vissute di giovani architetti|studi che già hanno avuto modo di emergere professionalmente a livello nazionale o internazionale; un modo per avere un confronto sul ruolo dell’architetto con chi magari, lavorando anche all’ estero, si è confrontato con realtà differenti da quella italiana.

Si parlerà dunque di architettura in senso ampio, comprendendo tutte quelle figure (designer, pianificatore, grafico, etc.) che fino a poco tempo fa spesso confluivano in una sola figura professionale, quella dell’architetto.
Uno sguardo al futuro consentirà anche di analizzare gli strumenti con cui l’architetto lavora e si interfaccia con la committenza.

Come nella passata edizione si ripropone il tema della realtà aumentata, strumento a supporto dell’architettura e sempre più di uso comune. Ci si domanda se rendendo accessibili le nuove tecnologie e arricchendo la rappresentazione architettonica di strumenti tecnologici il ruolo dell’architetto sia più riconoscibile. Il dibattito si inserisce in un’epoca in cui la società è divisa tra analogico e digitale e dove l’architetto, posizionato nel centro, ha il dovere di tradurre i cambiamenti della società contemporanea.

Punto centrale dunque è capire se, oggi, l’architetto abbia effettivamente ancora un proprio ruolo specifico e caratteristico che lo differenzia dalle sempre più numerose figure che ruotano intorno al mondo del progetto di architettura (geometri, ingegneri, geologi, periti, costruttori, venditori, pubblicitari…).
Riteniamo, naturalmente, che l’architetto oggi abbia un proprio ruolo, ed e’ il ruolo che storicamente da sempre gli compete e che tutti gli riconoscono: lo studio della forma, la qualita’ estetica del progetto.

Diversi sicuramente rispetto al passato sono gli strumenti utilizzati (la tecnologia come estensione delle possibilità espressive delle proprie idee) e i parametri di definizione della bellezza, interni alla disciplina o in relazione al mondo esterno (tecnologia, cultura, scienza..), ma costante e immutato e’ il desiderio di raccontare il mondo attraverso oggetti, edifici e territori e rappresentare la contemporaneità in proiezione futura e in relazione alla storia evolutiva del nostro passato.

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